🔴🔴ALLERTA SANITARIA🔴🔴 Avvistamento di Aethina tumida e raccomandazioni per il settore apistico

Si informa che nel corso del 2026 la sorveglianza sanitaria nazionale nei confronti di Aethina tumida (piccolo coleottero dell’alveare) rimane attiva e rafforzata a seguito dell’evoluzione della situazione epidemiologica italiana. Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), il parassita è considerato endemico nelle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia e continua a essere oggetto di specifiche misure di controllo e sorveglianza anche in Sicilia nord-orientale. A queste segnalazioni si aggiunge, purtroppo, un nuovo caso nel Lazio.

Aethina tumida rappresenta una grave minaccia per l’apicoltura: le sue larve si sviluppano all’interno degli alveari nutrendosi di miele, polline e covata, provocando la distruzione dei favi, la fermentazione del miele e, nei casi più gravi, il collasso delle colonie. L’adulto è molto forte e resistente, in grado di volare per distanze comprese tra 10 e 15 km alla ricerca di nuove colonie da infestare. Ecco perché è così pericoloso.

Particolare attenzione merita il recente riscontro, segnalato nel giugno 2026, della presenza del coleottero nella regione Lazio, primo rilevamento documentato nell’Italia centrale. Le indagini preliminari indicano un possibile collegamento con movimentazioni illegali di alveari provenienti da aree già interessate dall’infestazione.

Raccomandazioni operative

  • Intensificare le ispezioni periodiche degli alveari e dei materiali apistici.
  • Segnalare immediatamente qualsiasi sospetto ritrovamento ai Servizi Veterinari competenti.
  • Verificare attentamente la provenienza di api, nuclei, sciami, regine, attrezzature usate e altri materiali apistici.
  • Rispettare rigorosamente le disposizioni sanitarie vigenti relative alla movimentazione degli alveari.

Invito alla prudenza negli acquisti

Alla luce della recente individuazione di Aethina tumida nel Lazio e in attesa del completamento delle verifiche epidemiologiche da parte delle Autorità competenti, si raccomanda la massima cautela nell’acquisto di materiale apistico vivo (api, nuclei, sciami, regine) e di attrezzature usate provenienti dal Lazio meridionale. È opportuno privilegiare fornitori che possano documentare l’origine del materiale e il rispetto delle prescrizioni sanitarie vigenti.

La prevenzione resta il principale strumento per limitare la diffusione di questo pericoloso parassita e per tutelare il patrimonio apistico nazionale.

La Presidente Alessandra Adorisio

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Apicoltura

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